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NOTIZIARIO 16/2008
Il Presidente ai Lettori
Cari amici,
vent’anni fa, nella solennità dell’Assunzione di Maria Santissima del 1988, il
servo di Dio Giovanni Paolo II firmava la lettera apostolica Mulieris dignitatem.
Chissà se a tutt’oggi abbiamo consapevolezza piena di quale grande dono essa sia
stata per la Chiesa dei nostri tempi… Primo documento del Magistero pontificio
interamente dedicato alla donna, la Mulieris dignitatem ha aperto nuovi e
affascinanti orizzonti al dibattito teologico e antropologico sulla condizione
femminile nella Chiesa e nella società. Diceva il cardinale Joseph Ratzinger
nella conferenza stampa di presentazione della lettera: « Chi accetta la fatica
di immergersi più profondamente in questo documento riconoscerà che esso, oltre
alla sua ricchezza
teologica, è anche un testo di grande qualità umana, che ci trasmette un
messaggio, che ci riguarda tutti ”» (La donna, custode dell’essere umano,
“L’Osservatore Romano”, 1° ottobre 1988). Per ricordare questo anniversario
il Pontificio consiglio per i laici ha organizzato a Roma, nel mese di febbraio
scorso, un Convegno internazionale sul tema: “ Donna e uomo: l’humanum nella sua
interezza ” del quale si parla ampiamente nelle pagine che seguono.
Scaturita dall’ardente passione di Giovanni Paolo II per la dignità della
persona – che “ esiste sempre e solo come maschio e femmina ” – la Mulieris
dignitatem ha provvidenzialmente dato alla Chiesa un’autorevole parola di guida
e di incoraggiamento in un tempo di gravi sfide e di grande smarrimento
esistenziale e culturale.
A vent’anni di distanza, la lettera apostolica sulla dignità e vocazione della
donna non ha perso nulla della sua attualità e continua a rivelarsi miniera
preziosa di ispirazioni e insegnamenti sui quali tornare costantemente, per
rileggerli e rimeditarli in tutto il loro dispiegarsi: dalle pagine della Genesi
dove Dio crea l’uomo a sua immagine, maschio e femmina, fino alla “ novità
evangelica ” manifestata nella persona di Cristo, nella sua parola e nello stile
del suo atteggiamento verso le donne. La Mulieris dignitatem ha aiutato tanti a
scoprire la grandezza di quel “ genio femminile ” che trova compiutezza eccelsa
in Maria, la Madre del Signore.
Molto significativa pure la genesi del documento che, in certo senso, è frutto
del Sinodo dei Vescovi del 1987 sulla vocazione e missione dei laici nella
Chiesa e nel mondo (cfr. J. Schotte, Un cammino intrecciato con il Sinodo ’87,
“L’Osservatore Romano ”, 1° ottobre 1988). Nel corso del dibattito, infatti,
numerosi Padri sinodali fecero presente la necessità di una parola forte del
Magistero sulla dignità e la vocazione della donna nella Chiesa e nella società.
La risposta del Papa alla loro preoccupazione fu la Mulieris dignitatem,
pubblicata il 15 agosto 1988, prima ancora
dell’esortazione apostolica post-sinodale Christifideles laici, che apparirà il
30 dicembre dello stesso anno. Un atto eloquente, una testimonianza
inequivocabile dell’importanza attribuita da Giovanni Paolo II all’antropologia
teologica fondata sul disegno originario di Dio per l’uomo “ maschio e femmina
”. Scriveva il Servo di Dio: « Solo partendo da questi fondamenti, che
consentono di cogliere la profondità della dignità e della vocazione della
donna, è possibile parlare della sua presenza attiva nella Chiesa e nella
società » (Mulieris dignitatem, n. 1).
Nel pensiero di Giovanni Paolo II, dunque, la sfida antropologica insita nella
cultura post-moderna deve costituire una vera priorità per l’impegno e
l’apostolato dei fedeli laici, uomini e donne, chiamati come sono a vivere
consapevolmente e responsabilmente tutte le ricchezze della propria femminilità
e mascolinità – in special modo come sposi e come madri e padri di famiglia –, e
ad annunciare con gioia l’affascinante bellezza del piano di Dio creatore e
redentore per la persona
umana. Oggi bisogna denunciare con forza l’emarginazione della donna, le
ingiustizie e gli abusi di cui essa è fatta oggetto nei diversi contesti sociali
e culturali, nonché la pericolosità di nuovi paradigmi culturali come il gender.
È necessario che i laici cattolici impegnati in politica, in piena coerenza con
il magistero della Chiesa, si facciano promotori di leggi giuste, rispettose
della dignità e vocazione della donna (Cfr. Congregazione per la Dottrina della
Fede, Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il
comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002). Ma a tutto
questo si deve accompagnare la testimonianza convincente di uomini e donne che
vivono secondo il disegno di Dio e con appagamento la propria identità. Non per
caso Giovanni Paolo II chiedeva ai fedeli laici di farsi promotori di un “ nuovo
femminismo ” che « senza cadere nella tentazione di rincorrere modelli “
maschilisti ”, sappia riconoscere ed esprimere il vero genio femminile in tutte
le manifestazioni della convivenza civile, operando per il superamento di ogni
forma di discriminazione, di violenza e di sfruttamento » (Lettera enciclica
Evangelium vitae, n. 99). Anche agli uomini e alle donne dei nostri giorni
Cristo continua a ricordare: «Voi siete il sale della terra […] Voi siete la
luce del mondo » (Mt 5, 13-16). La “ novità di vita ” che ci è donata
nel Battesimo deve riguardare anche il modo di pensare e vivere la propria
identità – femminile o maschile – nella Chiesa e nella società. La profonda
crisi culturale del nostro tempo interpella i cristiani a dare risposte chiare e
persuasive, con lo stile, il linguaggio e il metodo del Vangelo, senza lasciarsi
influenzare dal diktat di modelli mondani, come purtroppo talvolta accade: si
pensi ad esempio all’impiego all’interno della Chiesa di termini impropri, quali
la parola empowerment che è tipica del lessico della nuova etica globale (Cfr.
Uomini e donne. Diversità e reciproca complementarità, a cura del Pontificium
Consilium pro Laicis, Città del Vaticano 2005, pp. 89s.). Oggi, dai suoi
discepoli il Signore esige che vadano coraggiosamente controcorrente rispetto al
pensiero “ politicamente corretto ”, senza complessi
d’inferiorità, con la coscienza che i cristiani hanno da offrire al mondo
qualcosa di cui il mondo non può fare a meno. A essere in gioco in questa grande
scommessa culturale, la persona umana e le due istituzioni fondamentali per
l’umanità: il matrimonio e la famiglia. Scriveva Giovanni Paolo II: «La forza
morale della donna, la sua forza spirituale si unisce con la consapevolezza che
Dio le affida in un modo speciale l’uomo, l’essere umano. Naturalmente, Dio
affida ogni uomo a tutti e a ciascuno.
Tuttavia, questo affidamento riguarda in modo speciale la donna – proprio a
motivo della sua femminilità – ed esso decide in particolare della sua vocazione
[…] I nostri giorni attendono la manifestazione di quel “ genio ” della donna
che assicuri la sensibilità per l’uomo in ogni circostanza: per il fatto che è
uomo! » (Mulieris dignitatem, n. 30). Parole che fanno eco al Messaggio che nel
lontano 8 dicembre del 1965 il Concilio indirizzava alle donne « che, in un
momento in cui l’umanità conosce una così profonda trasformazione […],
illuminate dallo spirito evangelico possono tanto
operare per aiutare l’umanità a non decadere ».
Termino con una informazione importante sulla vita del nostro Dicastero. Con
lettera dell’11 marzo di quest’anno il cardinale Segretario di Stato Tarcisio
Bertone ci ha comunicato la lista dei nuovi Membri e Consultori del Pontificio
consiglio per i laici nominati da Sua Santità Benedetto XVI per il prossimo
quinquennio. Tra di essi, cardinali, vescovi, sacerdoti e soprattutto fedeli
laici, uomini e donne. Ne leggerete più avanti nomi, qualifiche e provenienza. A
me preme sottolinearne il ruolo
rilevante per il Dicastero, al cui servizio essi pongono la loro preziosa
esperienza ecclesiale, sociale e culturale, rappresentativa delle aree
geografiche dei cinque continenti. È al loro contributo che il Pontificio
consiglio per i laici deve la sua fisionomia di “ osservatorio ” di raggio
mondiale dell’apostolato del laicato cattolico al servizio del Successore di
Pietro. Nel reiterare dunque l’espressione della nostra profonda gratitudine ai
Membri e Consultori che hanno concluso il loro mandato, formulo auguri vivissimi
a quanti ne raccolgono il testimone. Possa questo servizio
alla Santa Sede, cui sono stati chiamati dal Papa, tramutarsi per tutti in
scuola di comunione ecclesiale e strumento di feconda crescita spirituale.
Card. Stanisław Ryłko
Presidente
I nuovi Membri e Consultori del Pontificio
consiglio per i laici
Nel Bollettino della Sala Stampa
della Santa Sede del 24 aprile scorso, è stata resa pubblica la lista
dei nuovi Membri e Consultori del Pontificio consiglio per i laici per il
prossimo quinquennio nominati dal Santo Padre Benedetto XVI. Tra i Membri, in
tutto trentasette, figurano nove cardinali e tre vescovi e – caratteristica
peculiare di questo Dicastero – venticinque laici, rappresentativi delle diverse
aree geografiche, culture ed esperienze ecclesiali. Diciannove di essi sono
stati confermati nel loro mandato, iniziato nel quinquennio precedente.
Anche tra i venti Consultori spicca la presenza dei laici che sono dieci,
insieme a quattro vescovi e sei sacerdoti. Infatti a differenza degli altri
dicasteri della Curia romana, i cui membri e consultori
sono soprattutto cardinali e vescovi, a cui si aggiungono, secondo i casi, “
alcuni chierici ed altri fedeli ” (Costituzione apostolica Pastor Bonus, art.
7), il Pontificio consiglio per i laici annovera
membri e consultori in maggioranza laici, come ha stabilito il motu proprio
“Apostolatus peragendi ” del Santo Padre Paolo VI. Risulta, in questo modo, il
luogo di speciale presenza dei laici nella
Curia romana, spazio di espressione, nel cuore della Chiesa universale, delle
loro preoccupazioni e speranze. In queste pagine pubblichiamo la lista completa
di tutti i Membri e Consultori che fino al 2013 costituiranno il Pontificio
consiglio per i laici.
I Membri
• E.mo e R.mo Sig. Card. Salvatore De Giorgi -
Arcivescovo emerito di Palermo (Italia)
• E.mo e R.mo Sig. Card. Ivan Dias - Prefetto della Congregazione per
l’evangelizzazione dei popoli
• E.mo e R.mo Sig. Card. Julio Terrazas Sandoval, C.SS.R.- Arcivescovo di Santa
Cruz de la Sierra (Bolivia)
• E.mo e R.mo Sig. Card. Cláudio Hummes, O.F.M. - Prefetto della Congregazione
per il clero
• E.mo e R.mo Sig. Card. José da Cruz Policarpo - Patriarca di Lisbona
(Portogallo)
• E.mo e R.mo Sig. Card. Ennio Antonelli - Presidente del Pontificio consiglio
per la famiglia
• E.mo e R.mo Sig. Card. Josip Bozanic - Arcivescovo di Zagabria (Croazia)
• E.mo e R.mo Sig. Card. Stanis¡Çaw Dziwisz - Arcivescovo di Cracovia (Polonia)
• E.mo e R.mo Sig. Card. Lluís Martínez Sistach - Arcivescovo di Barcellona
(Spagna)
• Ecc.mo e R.mo Mons. Robert Sarah - Segretario della Congregazione per
l’evangelizzazione dei popoli
• Ecc.mo e R.mo Mons. Francisco Javier Martínez Fernández - Arcivescovo di
Granada (Spagna)
• Ecc.mo e R.mo Mons. Reinhard Marx - Arcivescovo di Monaco e Freising
• Sig. Prof. Carl Albert Anderson (Stati Uniti) - Cavaliere Supremo dei
Cavalieri di Colombo
• Sig. Saïd A. Azer (Egitto) - Cammino Neocatecumenale
• Sig. Dott. Marcello Bedeschi (Italia) - Presidente della Fondazione “ Giovanni
Paolo II per la gioventù ”
• Sig.ra Dott.ssa Paola Bignardi (Italia) - Coordinatrice del Forum
Internazionale di Azione Cattolica
• Sig. Prof. Matteo Calisi (Italia) - Presidente Catholic Fraternity of
Charismatic Covenant Communities and Fellowships
• Sig. Tanios Chahwan (Libano) - Segretario generale del Consiglio per
l’Apostolato dei laici in Libano
• Sig. Enrique Elías (Perù) - Procuratore del Sodalizio di Vita Cristiana
• Sig.ra Pilar Escudero de Jensen (Cile) - Istituto delle Famiglie di Schönstatt
• Sig.na Crescencia Gabijan Cabilao (Filippine) - Consulente nella Commissione
episcopale di dialogo inter-religioso delle Filippine
• Sig.ra Christiana Habsburg-Lothringen (Austria) - Movimento Apostolico “
Regnum Christi ”
• Sig. Prof. Thomas Han Hong-Soon (Corea del Sud) - Vice-Presidente del “
Catholic Lay
Apostolate Council of Seoul ”
• Sig.ra Katarina Hulmanova (Slovacchia) - Coordinatrice del Foro delle
Organizzazioni Cattoliche presso la Conferenza Episcopale Slovacca
• Sig.ra Priscilla Kuye (Nigeria) - Vice-Presidente del Consiglio per il laicato
cattolico della Nigeria
• Sig.na Yuk-fai Rosa Lai (Hong Kong) - Presidente del Consiglio centrale del
laicato cattolico di Hong Kong
• Sig. Dott. Manfred Lütz (Germania) - Medico psichiatra e teologo
• Sig. Guy Maginzi (Repubblica Democratica del Congo) - Segretario esecutivo
internazionale della Comunità di vita cristiana (CVX)
• Sig. Prof. Josep Miró I Ardèvol (Spagna) - Presidente de E-Cristians e
Presidente della Convenzione dei cristiani per l’Europa
• Sig.ra Michelle Moran (Inghilterra) - Presidente dell’International Catholic
Charismatic Renewal Services (ICCRS)
• Sig. Prof. Norbert Müller (Germania) - Docente all’Istituto per la Scienza
dello Sport della Johannes-Gutenberg-Universität di Mainz
• Sig. Prof. Balázs Schanda (Ungheria) - Decano della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università Cattolica Péter Pázmány di Budapest
• Sig.ra Catherine Soublin (Francia) - Istituto Cattolico di Parigi,
Responsabile della formazione permanente
• Sig. Guilherme Vaz (India) - Direttore della Infrastructure Leasing &
Financial Services Ltd di Mumbai
• Sig.ra Lola Velarde (Spagna) - Presidente dell’Istituto europeo di politica
familiare
• Sig. Prof. Pedro Morais Vieira (Angola) Membro del Segretariato della
Commissione episcopale dei laici
• Sig. Prof. Karol Zyczkowski (Polonia) - Docente all’Università Jagellonica di
Cracovia
I Consultori
• S.E.R. Mons. Józef Michalik - Arcivescovo di
Przemysl dei Latini (Polonia)
• S.E.R. Mons. Michel Dubost, C.I.M. - Vescovo di Evry-Corbeil-Essonnes
(Francia)
• S.E.R. Mons. Jean Mbarga - Vescovo di Ebolowa-Kribi (Camerun)
• S.E.R. Mons. Carlo Mazza - Vescovo di Fidenza (Italia)
• Mons. Patrick Valdrini (Francia) - Consigliere Ecclesiastico all’Ambasciata di
Francia presso la Santa Sede
• Mons. Piero Coda (Italia) - Presidente dell’Associazione Teologica Italiana
• Rev. Prof. Libero Gerosa (Svizzera) - Rettore della Facoltà Teologica di
Lugano
• Rev. Prof. Luis Navarro Marfá (Italia) - Decano della Facoltà di Diritto
canonico della Pontificia Università della Santa Croce
• Rev. Prof. P. Gianfranco Ghirlanda, S.I. (Italia) - Rettore della Pontificia
Università Gregoriana
• Rev. Julián Carrón (Italia) - Presidente della Fraternità di Comunione e
Liberazione
• Sig.ra Prof.ssa Helen M. Alvaré (Stati Uniti) Professore associato alla
Facoltà di Giurisprudenza della “G. Mason University ”
• Sig. Kiko Argüello (Spagna) - Co-iniziatore del Cammino Neocatecumenale
• Sig. Edio Costantini (Italia) già Presidente nazionale del Centro sportivo
italiano
• Sig. Moysés Louro De Azevedo Filho (Brasile) - Fondatore della Comunità
Cattolica Shalom
di Fortaleza
• Sig. Prof. Guillermo León Escobar-Herrán (Colombia) - Ambasciatore emerito
della Colombia
presso la Santa Sede e docente di Sociologia politica presso la Pontificia
Università Gregoriana
• Sig. Prof. Giorgio Feliciani (Italia) - Vice-presidente della Fraternità di
Comunione e Liberazione, docente di Diritto canonico all’Università Cattolica
del Sacro Cuore a Milano
• Sig. Luis Fernando Figari (Perù) - Fondatore del Sodalizio di Vita Cristiana
• Sig. Dott. Salvatore Martinez (Italia) Presidente dell’associazione
“Rinnovamento nello Spirito Santo ”
• Sig.ra Dott.ssa Danuta Piekarz (Polonia) - Docente all’Università Jagellonica
di Cracovia
• Prof. Andrea Riccardi (Italia) Fondatore della Comunità di Sant’Egidio
La XXIII Assemblea plenaria
Sono passati venti anni dalla pubblicazione
dell’esortazione apostolica Christifideles laici, del servo di Dio Giovanni
Paolo II, frutto dei lavori del Sinodo dei Vescovi che si tenne nel 1987 su
“Vocazione e missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo ”, e data alle
stampe il 30 dicembre 1988. Il documento, vera magna charta per il laicato
cattolico del nostro tempo, è stato scritto con lo scopo di « suscitare e
alimentare una più decisa presa di coscienza del dono e della responsabilità che
tutti i fedeli laici, e ciascuno di essi in particolare, hanno nella comunione e
nella missione della Chiesa » (Christifideles laici, n. 2).
Da allora, quali sono stati gli sviluppi della riflessione sul laicato, quali le
nuove sfide poste davanti ai christifideles, quali ancora gli impegni che essi
possono e debbono assumere per realizzare la loro vocazione?
Su questo tema verrà organizzata la prossima Assemblea plenaria del Pontificio
consiglio per i laici, programmata dal 13 al 15 novembre 2008 a Roma, alla quale
parteciperanno i membri e consultori di nuova nomina insieme a quelli
confermati.
La prossimità di queste date con quella del ventesimo anniversario della
pubblicazione dell’importante documento, ha spinto i Superiori del Dicastero a
scegliere quale titolo della Plenaria “A venti anni dalla Christifideles laici:
memoria, sviluppo, nuove sfide e compiti ”. L’Assemblea sarà utile per
arricchire la riflessione sull’esortazione con le esperienze maturate in seno
alle Chiese locali, alle associazioni, ai movimenti ecclesiali e nuove comunità,
in modo da avere una visione di ampio respiro delle sfide e delle priorità che
si pongono alla vita e alla missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo
d’oggi.
La prima giornata dei lavori sarà caratterizzata dalle relazioni fondamentali
sull’identità del fedele laico e sulla sua formazione, mentre la seconda
giornata vedrà il succedersi, in una tavola rotonda suddivisa in due tempi, di
brevi interventi sulla responsabilità dei fedeli laici nella vita pubblica,
dall’ambito della famiglia e della difesa della vita a quello della politica,
dal lavoro o dall’educazione e la cultura al campo delle comunicazioni sociali e
dell’ordine internazionale. Ampi spazi sono previsti per il dibattito e la
discussione.
L’ultima giornata dei lavori sarà dedicata, come di consueto, alla presentazione
dei programmi futuri del Pontificio consiglio per i laici.
“Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza”
A venti anni dalla lettera apostolica Mulieris dignitatem
In occasione del XX anniversario
della lettera apostolica Mulieris dignitatem, dal 7 al 9 febbraio 2008 si è
tenuto a Roma un convegno organizzato dal nostro dicastero sul tema: “Donna e
uomo, l’humanum nella sua interezza ”. Hanno partecipato 280 delegati
provenienti da 49 paesi dei cinque continenti, in rappresentanza di 37
conferenze episcopali, 28 movimenti e nuove comunità, 16 associazioni femminili
e 9 istituti religiosi. Il titolo è stato scelto per porre in evidenza che il
dibattito sulla questione femminile è ormai entrato in una fase nuova. Il
principio della uguale dignità dell’uomo e della donna, che trae origine dalla
tradizione giudeo-cristiana, si è gradualmente imposto in molte culture. Già a
partire dal XVIII secolo si fecero importanti passi avanti in campo politico,
economico, educativo.
Certamente sul tema della donna sono emerse anche posizioni estremiste e
ideologiche: il femminismo radicale degli anni Sessanta del secolo sorso è stato
concepito come una lotta di potere contro l’uomo per ottenere l’autonomia totale
della donna come libertà assoluta sul proprio corpo. Questo femminismo
rivendicava la “ libertà sessuale ” e l’aborto come diritto, mostrando così
l’inconsistenza dei suoi fondamenti; una tale impostazione ha deluso le attese
di tante donne alla ricerca di una migliore realizzazione di sé.
Giovanni Paolo II, sempre attento ai segni dei tempi, il 15 agosto 1988 pubblicò
la Mulieris dignitatem per rispondere alla questione della dignità della donna a
partire dall’antropologia
cristiana; nella lettera in particolare propose il concetto di unità-dualità
come chiave di comprensione della relazione tra i sessi. Oggi constatiamo la
persistente attualità del suo Magistero. Il convegno internazionale “Donna e
uomo, l’humanum nella sua interezza” ha inteso sottolineare che per affrontare i
problemi della condizione femminile non si può prescindere dall’analisi del
maschile, dato che un’antropologia corretta deve considerare la dualità a
partire dall’unità, che rimane la comprensione fondamentale. Abbiamo quindi
avvertito la necessità di procedere secondo
un approccio antropologico che, prendendo le mosse dall’unità originaria della
persona, giunge a rendere conto della differenza tra “ io maschile ” e “ io
femminile ”.
L’interesse suscitato ha superato di gran lunga le nostre attese. Il convegno si
è aperto il 7 febbraio con l’introduzione ai lavori del cardinale Stanisław
Ryłko, presidente del nostro dicastero. Da un lato, il cardinale ha sottolineato
i progressi della condizione della donna, dovuti al diffondersi di una mentalità
più sensibile al riconoscimento della sua dignità e dei suoi diritti in tutti i
campi della vita sociale. D’altra parte, però, ha rilevato le forti
preoccupazioni che stanno nascendo per alcune gravi deviazioni del mondo
post-moderno proprio nel modo di concepire la relazione uomo-donna: prevalgono
infatti le due prospettive estreme di chi per un verso esaspera la
conflittualità e la competizione, e di chi per altro verso si batte per una
omologazione che cancelli ogni differenza.
Secondo il cardinale Ryłko, la battaglia culturale che ci aspetta riguarderà il
concetto stesso di
persona e il riconoscimento della sua dignità, pertanto ha rivolto ai
partecipanti l’invito a raccogliere
questa sfida antropologica con coraggio, senza temere di andare contro corrente.
Ha inoltre esortato a denunciare tutti gli abusi contro la dignità della donna e
a non lasciarsi influenzare
dai modelli mondani o “ politicamente corretti ” in contrasto con il Vangelo.
Il cardinale Antonio Cañizares, arcivescovo di Toledo e primate di Spagna, ha
trattato dei fondamenti della Mulieris dignitatem; in particolare ha
sottolineato la necessità di un approccio positivo alla questione della donna,
che rinunci a concepirla come uno schierarsi “ contro ” qualcuno o qualcosa, ma
opti per un’impostazione conforme alla retta ragione, gioiosa, positiva, da
proporre alla Chiesa e alla società.
La seconda relazione, sul tema “Gesù di Nazaret, Maria e le donne nel Vangelo e
nelle prime comunità ”, è stata tenuta dalla professoressa Hanna Barbara
Gerl-Falkovitz, tedesca, docente di Filosofia delle Religioni presso
l’Università Tecnica di Dresda. Abbiamo ascoltato una brillante esposizione
sulla novità introdotta nella condizione della donna dalla tradizione
giudeo-cristiana. La professoressa Gerl-Falkovitz ha evidenziato innanzitutto
come già l’Antico Testamento si fosse
allontanato dagli stereotipi delle culture di Egitto e Mesopotamia, dove la
donna veniva presa in considerazione solo in relazione alla sessualità e alla
fecondità, viste come epifanie di qualche divinità misteriosa. Solo la
rivelazione giudeo-cristiana ha umanizzato la donna, superando la visione
limitata agli aspetti biologici per considerarla per la prima volta persona. La
novità introdotta da Cristo irrompe nella storia improvvisamente, superando usi
e costumi atavici. Gesù con il suo insegnamento e i suoi atti annuncia la Buona
Novella a uomini e donne, senza distinzione, esaltando
l’unità al di sopra delle differenze. Nel pomeriggio della prima giornata è
stato sviluppato da diversi punti di vista il tema “Cristianesimo e promozione
della donna”.
La professoressa Antonia Bel Bravo ha introdotto il dibattito precisando
innanzitutto
che per affrontare storicamente la questione femminile occorre prestare grande
attenzione al metodo di ricerca, perché sia esso ad adattarsi all’oggetto e non
viceversa: è la realtà infatti che dovrebbe determinare l’approccio metodologico
e non il contrario. Ha quindi invitato ad adottare i nuovi criteri storiografici
che prendono nella dovuta considerazione le azioni umane, ridimensionando la
rilevanza di strutture e istituzioni; questo nuovo approccio aiuta a liberarsi
da pregiudizi e anacronismi, vere patologie della scienza storica.
La Bel Bravo ha esortato a non soffermarsi soltanto su ciò che le donne non
hanno potuto realizzare, ma anche su ciò che effettivamente hanno fatto, persino
nei momenti più difficili della storia, quando la condizione femminile è stata
particolarmente avvilita. Lo storico inglese Jack Scarisbrick ha fatto
riferimento a uno dei periodi meno conosciuti della storia del suo Paese. Alcuni
dati che ci ha fornito sono impressionanti: durante le persecuzioni
anticattoliche del 1606, su 820
nuovi accusati, 532 (il 65%) erano donne; in una persecuzione successiva nel
Warwickshire
su 235 vittime quasi il 70% erano donne. Scarisbrick ha inoltre segnalato come
in questo
periodo di persecuzioni le donne ebbero un ruolo determinante nella trasmissione
della fede e della fedeltà al Papa. La professoressa Angela Ales Bello, che
insegna filosofia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, si è
soffermata sull’apporto di Edith Stein all’antropologia duale nella relazione
uomo-donna. Ha sottolineato come Edith Stein, sulla base di un’ampia analisi
psicologica, non solo ha individuato gli elementi generali di distinzione tra
maschile e femminile, ma ha precisato anche le caratteristiche peculiari
irriducibili. Per la martire carmelitana proprio queste differenze determinano
il destino di ogni essere umano, perciò invita a ripensare il femminile in
relazione al maschile, per trovare una relazione equilibrata tra i sessi. Eva
Carlota Rava, docente
argentina di teologia spirituale, ha trattato delle donne mistiche e dottori
della Chiesa, e ha dimostrato come la natura del loro insegnamento sia
profondamente femminile, radicato nella vita, traendo da essa forma e contenuto.
In particolare ha osservato che, se i dottori-uomini ci insegnano l’amore per la
verità, i dottori-donna ci insegnano la verità dell’amore. Suor Grazia Loparco,
storica della Chiesa, ha mostrato come la Chiesa ha accompagnato il cammino
della donna verso una sempre maggiore comprensione della propria dignità e
missione. Si è soffermata sul gran numero di fondatrici di nuove congregazioni
religiose che hanno operato nel XIX secolo, dedicandosi all’educazione o
all’assistenza sanitaria: proprio grazie alla loro sensibilità femminile seppero
individuare le necessità del loro tempo e rispondere
adeguatamente.
L’ultima conferenza del 7 febbraio è stata tenuta dalla professoressa Blanca
Castilla de Cortázar sul tema “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio
lo creò, maschio e femmina li creò (Gen 1,27): persona, natura e cultura”. La
professoressa ha evidenziato l’importanza della teologia dell’immagine basata
sul racconto della creazione dell’uomo e della donna nel primo capitolo
di Genesi, seguendo la traccia proposta da Giovanni Paolo II nella Mulieris
dignitatem; ha evidenziato la novità apportata dal Papa alla teologia
dell’immagine, non più limitata alla razionalità e alla libertà, ma estesa alla
dimensione relazionale. La seconda giornata del Convegno si è
aperta con l’intervento “ a due voci ” dei coniugi Attilio Danese e Giulia Paola
di Nicola, sul tema “ Donna e uomo: creati l’uno per l’altra ”. Entrambi hanno
approfondito l’antropologia “ uni-duale ” sotto l’aspetto sociologico;
innanzitutto hanno rilevato come gli ecologisti insistano tanto sul principio
della “ biodiversità ”, mentre per gli esseri umani viene spacciata per
conquista la pretesa indifferenziazione dei sessi, propugnata in contrasto con
l’evidenza della natura. I due coniugi
hanno poi delineato caratteristiche e tendenze della femminilità e della
mascolinità, sottolineandone
l’importanza per lo sviluppo equilibrato dell’umanità.
Il successivo giro d’orizzonte, sul tema “ Problematiche e tendenze culturali
contemporanee
”, è stato aperto da Marguerite A. Peeters, giornalista e direttrice
dell’Istituto per le dinamiche del dialogo interculturale; la sua comunicazione
è stata imperniata sul problema molto attuale della cosiddetta ideologia del “
gender ”. Il concetto, secondo la sua precisissima analisi, non è che la punta
dell’iceberg della silenziosa rivoluzione culturale decostruttivista in atto,
che pretende di prescindere dalla struttura antropologica naturale dell’uomo e
della donna per rimettere la stessa identità sessuale a un’autonoma decisione
soggettiva. Olimpia Tarzia, presidente della World Women’s Alliance for Life and
Family ha affrontato il tema della difesa della vita, mettendo in guardia dal
linguaggio mistificatore attualmente in uso, studiato per tranquillizzare le
coscienze di
fronte ai gravi attentati contro la vita e la maternità. Maria Elena Lugo,
presidente della Commissione di bioetica “ Padre José Kentenich ”, ha proposto
la visione cristiana
della generazione come atto religioso, in cui il grembo materno viene concepito
come altare sul quale gli sposi consacrano una nuova vita. Helen Alvaré, già
portavoce dei vescovi statunitensi, si è concentrata sul fenomeno della
riduzione della donna a oggetto di consumo, dimostrando come tale riduzione è
legata all’esaltazione del corpo femminile, a scapito dell’anima. Il processo si
realizza
attraverso un linguaggio equivoco, che si presenta come una valorizzazione della
donna, ma in realtà la degrada e la disumanizza: ridotta a oggetto, diviene
incapace di relazioni autentiche e di donazione di sé. Il giro d’orizzonte è
stato concluso dalla professoressa Janne Haaland Matlary, già ministro degli
esteri della Norvegia, che ha trattato il tema della donna nel mondo del lavoro.
Nella sua esposizione, ha osservato come le politiche di molti paesi occidentali
si disinteressano del valore primario della famiglia, aggravando il problema del
bassissimo tasso di natalità, che sta trasformando quelle società in un mondo di
pensionati. Il pomeriggio del secondo giorno si è aperto con la relazione di
Paola Bignardi, coordinatrice del Forum Internazionale di Azione Cattolica, sul
tema “Responsabilità e partecipazione della donna all’edificazione della Chiesa
e della società ”. La Bignardi ha innanzitutto precisato che la responsabilità
della donna nella Chiesa è quella di custodire l'originalità del genio femminile
che si esprime in una viva e intensa relazione di
reciprocità con l’uomo. Il compito della donna è dunque di edificare una Chiesa
dal volto materno, attenta alle esigenze delle persone concrete e
all’autenticità delle relazioni, superando visioni utilitaristiche e puramente
pragmatiche attraverso una rivalutazione della dimensione contemplativa della
vita cristiana. La professoressa Giorgia Salatiello, della Pontificia Università
Gregoriana di Roma, ha introdotto il giro d’orizzonte sul tema “ Il ruolo e la
missione della donna ”. Carmen
Aparicio, anch’essa docente della Gregoriana, ha sviluppato il tema della donna
educatrice
presentando le figure di Maria Montessori, Carmen Cuesta del Muro ed Edith
Stein, tre donne vissute nello stesso periodo storico in diversi contesti
europei, tutte protagoniste di un approccio alla funzione educativa capace di
coniugare la formazione intellettuale alle esigenze di un’educazione integrale.
La carmelitana scalza Cristiana Dobner si è occupata del senso religioso “ al
femminile ”,
partendo dalla figura esemplare di Maria, che è presentata dal Vangelo di Luca
come colei che raccoglieva e meditava tutti gli accadimenti nel proprio cuore (Lc
2,51); questa attitudine
di Maria è tipicamente femminile, e implica vigile attenzione verso gli eventi,
profondità di pensiero e capacità di accoglienza: un atteggiamento riflessivo e
orante, ma proprio per questo sempre pronto all’azione. Brenda Finlayson,
vice-presidente dell’Unione Mondiale delle Organizzazioni
Femminili Cattoliche (WUWCO), ci ha offerto la sua testimonianza sull’importanza
dell’amore sponsale e materno. Suor Enrica Rosanna, sotto-segretaria della
Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita
apostolica, ha dimostrato che la vita consacrata mette in chiara evidenza come
la donna nella Chiesa abbia l’opportunità di scoprire la ricchezza insita nella
propria identità femminile portandola a piena maturazione come espressione della
potenza dello Spirito Santo. Il mattino del 9 febbraio il Santo Padre Benedetto
XVI ha ricevuto i congressisti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Nel
suo discorso, il Papa ha richiamato gli insegnamenti di Giovanni Paolo II sulla
donna, che va compresa a partire dalla reciprocità dei sessi e dalla loro unità
duale: « quando, pertanto, l’uomo o la donna pretendono di essere autonomi e
totalmente
auto-sufficienti, rischiano di restare rinchiusi in un’auto-realizzazione che
considera come conquista di libertà il superamento di ogni vincolo naturale,
sociale o religioso, ma che di fatto li riduce a una
solitudine opprimente. Per favorire e sostenere la reale promozione della donna
e dell’uomo non si può non tener conto di questa realtà ». Il Santo Padre ha
auspicato altresì « una rinnovata ricerca antropologica che, sulla base della
grande tradizione cristiana, incorpori i nuovi progressi della
scienza e il dato delle odierne sensibilità culturali, contribuendo in tal modo
ad approfondire non solo l’identità femminile ma anche quella maschile, essa
pure oggetto non raramente di riflessioni parziali e ideologiche ». Tutte le
partecipanti al Convegno si sono sentite incoraggiate dal Santo Padre a farsi
promotrici « di una cultura che riconosca alla donna, nel diritto e nella realtà
dei fatti, la dignità che le compete » e a continuare a edificare la Chiesa e la
società in ogni ambito con il loro genio femminile. I gruppi di lavoro,
organizzati per problematiche e contesti geografici, hanno concluso il convegno.
Il cardinale Ryłko, nella relazione di chiusura, ha
esortato le partecipanti a intraprendere un’azione coordinata, raccogliendo
tutte le forze, impegnandosi nelle parrocchie e nelle diocesi perché le donne,
seguendo l’esempio di Maria,
possano seguire liberamente la loro vocazione e compiere la missione che è loro
affidata nella Chiesa e nella società.
Uno spazio sul web per la “Sezione donna”
In risposta a un auspicio emerso nel
corso del Convegno internazionale “Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza
”, è sorto il progetto di realizzare uno spazio su internet per
l’approfondimento e lo scambio di riflessioni. È stato, infatti, in quella sede
che le 280 delegate giunte da Paesi dei cinque continenti hanno sottolineato la
necessità di dar seguito alla riflessione avviata e l’importanza di rafforzare
la collaborazione tra movimenti, associazioni e singole persone che operano per
la promozione della dignità della donna e della sua missione nella società e
nella
Chiesa. Questo spazio su internet – visitabile all’indirizzo www.laici.org
cliccando su “ Sezione Donna ” – ha la finalità di offrire agli utenti
insegnamenti del magistero pontificio sulla donna, ricerche e analisi di
specialisti e intellettuali. Per quanti volessero contattarci, l’indirizzo è
donna2008@laity.va.
“Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con
molto amore”
Seminario di studio per Vescovi
I lavori del secondo Seminario di
studio per vescovi sui movimenti ecclesiali e le nuove comunità, che si è svolto
a Rocca di Papa dal 15 al 17 maggio 2008, sono stati aperti dal cardinale
Tarcisio Bertone. Nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione
eucaristica della mattina, il Segretario
di Stato di Sua Santità Benedetto XVI ha ricordato che « la stagione dei
movimenti e delle nuove forme associative, fioriti sotto il lungo e fecondo
pontificato di Giovanni Paolo II, continua ancora » e che essi « testimoniano la
gioia, la fede e la bellezza di essere cristiani ». E soffermandosi sul compito
dei Pastori ha affermato che « si avverte ora l’esigenza che i Pastori, attenti
ai “ segni dei
tempi ” sappiano orientare e condurre i movimenti associativi, armonizzandoli
con le esigenze
dell’intero Popolo di Dio. E lo potranno fare se si lasceranno guidare
docilmente dallo Spirito Santo e saranno testimoni e padri per i fedeli affidati
alle loro cure pastorali ». Concludendo con un invito e una linea guida per il
Seminario di studio: « Il vostro simposio è orientato a rispondere a questa
peculiare esigenza riflettendo in maniera positiva sulla questione, valorizzando
e andando incontro con amore paterno a tutti coloro che lo Spirito Santo invita
a lavorare nella vigna del Signore ». Agli oltre 150 partecipanti al seminario
dal titolo “Vi chiedo di andare incontro ai
movimenti con molto amore ” – provenienti da 50 Paesi, vescovi insieme a
fondatori, responsabili
di movimenti ecclesiali, teologi e studiosi –, il cardinale Stanisław Ryłko,
presidente del Pontificio consiglio per i laici, nella relazione introduttiva ha
augurato che il seminario sia « soprattutto un tempo di attento ascolto di ciò
che, attraverso questi doni che destano tanta speranza, lo Spirito Santo dice
oggi alla Chiesa ». Il cardinale ha proseguito tracciando il percorso fatto
nell’ultimo
decennio e richiamando la “ grande fiducia ” data dagli ultimi due pontefici ai
movimenti
ecclesiali e alle nuove comunità, « individuando in essi un’opera meravigliosa
dello Spirito Santo e un dono provvidenziale per i nostri tempi ». In questo
contesto ha citato i due indimenticabili incontri mondiali dei movimenti e delle
nuove comunità convocati l’uno il 30 maggio 1998, da papa Wojtyła, e l’altro il
3 giugno 2006, da papa Ratzinger – entrambi preceduti da congressi mondiali di
movimenti e nuove comunità organizzati dal Pontificio consiglio per i laici. Il
cardinale ha
esortato i pastori a « non guardare a movimenti e nuove comunità come a un “
problema” in più di cui occuparsi, ma piuttosto come a un “ dono provvidenziale
” che la Chiesa deve ricevere con gratitudine e senso di responsabilità, per non
sprecare la risorsa che essi rappresentano. Un dono che comporta compiti precisi
sia per i fedeli laici sia per gli stessi vescovi ». Il cardinale Ryłko ha poi
richiamato i cinque criteri di ecclesialità formulati da Giovanni Paolo II nella
Christifideles
laici per agevolare l’opera di discernimento di questi carismi e i due principi
fondamentali del rapporto Chiesa e movimenti ribaditi da Benedetto XVI durante
un incontro con i sacerdoti della diocesi di Roma: “ non spegnere i carismi ” e
“ la Chiesa è una ”. In conclusione ha ricordato che ai vescovi papa Benedetto
XVI chiede senza mezzi termini di « andare incontro ai movimenti con molto amore
» perché « non basta accogliere un movimento, occorre seguirlo con la dovuta
sollecitudine pastorale. […] Seguire i movimenti vuol dire incoraggiare e
valorizzare la loro opera e, quando necessario, correggere e ammonire, perché
diventino veramente elementi edificanti per la Chiesa di oggi e di domani ». La
collocazione teologica e le prospettive pastorali e missionarie dei movimenti
nella missione della Chiesa, è il tema trattato da monsignor Piero Coda,
presidente
dell’Associazione teologica italiana. Per definire la collocazione teologica dei
movimenti egli ha fatto riferimento all’illuminante intervento dell’allora
cardinale Ratzinger al congresso dei movimenti ecclesiali del 1998 nel corso del
quale aveva evidenziato che « il modello ecclesiale locale è la struttura
portante e permanente della Chiesa » e, d’altra parte, che « i movimenti creano
un “ nuovo centro di vita ”, che non scalza le strutture della Chiesa locale, ma
neppure coincide sic et simpliciter con essa, poiché vi opera come forza
vivificante costituendo una riserva da cui essa può attingere ». Sviluppando le
prospettive missionarie dei movimenti, monsignor Coda ha affermato che « i
movimenti e le nuove comunità si mostrano in grado di offrire al sempre attuale
imperativo dell’annuncio del Vangelo un triplice contributo: in primo luogo, la
convinzione profonda e lo slancio spirituale che scaturiscono dalla comunione
vitale con Gesù quale evento decisivo e trasformatore della propria esistenza;
in secondo luogo, il riferimento a un luogo vissuto in cui risplende - nella
fragilità dell’umano - la luce inconfondibile di Gesù e la possibilità
praticabile di percorrere un cammino di fede; in terzo luogo, l’invenzione di
nuove forme e strategie di testimonianza, di dialogo, di annuncio,
d’incarnazione del Vangelo e di servizio ai più poveri all’altezza dei segni dei
tempi ». La riflessione sull’inserimento dei movimenti nelle chiese locali è
stato il tema svolto da don Arturo Cattaneo, professore ordinario presso
l’Istituto di diritto canonico di Venezia. Il professore ha sottolineato come
« l’impegno del vescovo per favorire
l’inserimento dei movimenti nella sua Chiesalocale può essere messo a fuoco distin-guendo tre aspetti: l’unità della Chiesa locale(integrazione delle legittime diversità), lacattolicità della Chiesa locale (apertura alla
Chiesa universale), l’apostolicità della Chiesa
locale (complementarità fra istituzione e
carisma) ».
Tre testimonianze di vescovi hanno evidenziato
la necessità da parte dei Pastori nei
confronti dei movimenti ecclesiali e delle nuove
comunità di discernerne correttamente la
genuinità e l’uso ordinato in seno alle comunità
cristiane (monsignor Alberto Taveira
Corrêa di Palmas, Brasile); di accoglierli con
fiducia e gratitudine nel tessuto delle Chiese
affidate alla loro cura pastorale (monsignor
Dominique Rey di Tolosa, Francia); di accompagnarli
nella loro missione con vero senso
di paternità spirituale (monsignor Javier
Augusto Del Río Alba di Arequipa, Perù).
« Incoraggiare e appoggiare i nuovi movimenti
come cellule di fraternità cristiana
ed elementi di fermentazione, aperti e indirizzati
all’opera dell’evangelizzazione, è
uno dei “ grandi progetti ” del cardinale
Ratzinger e di Papa Benedetto XVI», così si
è espresso monsignor Josef Clemens, segretario
del Pontificio consiglio per i laici,
nel corso della relazione centrale della seconda
giornata che doveva analizzare il rapporto
tra movimenti ecclesiali e ministero
petrino. Partendo da una frase dell’omelia
del Santo Padre Benedetto XVI nella veglia
di Pentecoste del 3 giugno 2006 (« vi chiedo
di essere ancor di più, molto di più, collaboratori
del ministero apostolico universale
del Papa »), monsignor Clemens ha
proseguito mettendo in luce i movimenti
come doni dello Spirito Santo, il loro rapporto
con l’evangelizzazione e il ruolo di
collaboratori del Papa. Ha poi sottolineato i
fondamenti del rapporto fra ministero petrino
e movimenti, parlando di successione
apostolica, di movimenti apostolici nella
storia dal monachesimo in poi e il loro rapporto
col Papato. Nel rispondere alla domanda
su come si collegano le forze della
Chiesa locale e dei movimenti nell’impegno
missionario ha detto che « l’agire dello Spirito
Santo è di nuovo il punto di riferimento
per ambedue le parti ». E in conclusione si è
soffermato sulla considerazione dei movimenti
come minoranze attive e creative, riportando
ancora le parole del cardinale Ratzinger:
« questi gruppi possono incoraggiare
tutti noi a essere fermento della vita del
Vangelo nel mondo ».
La giornata, che era stata aperta dalla celebrazione
eucaristica presieduta dal cardinale
William Joseph Levada, prefetto della
Congregazione per la dottrina della fede, è
proseguita con quattro comunicazioni.
Sui movimenti come “ scuole di formazione
cristiana ” ha parlato Luis Fernando
Figari, fondatore del Movimento di Vita
Cristiana. Nel suo intervento ha parlato
dell’incontro personale con Gesù, della
presa di coscienza del proprio Battesimo e
della vita comunitaria come spazio privilegiato
per la formazione. Dominique Vermersch,
moderatore della Comunità dell’Emmanuele,
ha invece presentato i movimenti
ecclesiali e le nuove comunità come
“ compagnie missionarie ”. Vermersch ha
ricordato anche come il primo luogo dell’apostolato
dei laici è proprio il mondo e che
«movimenti e nuove comunità sono ben
coscienti che i laici si trovano sulla linea
più avanzata della vita della Chiesa. La loro
breve storia e la loro vita sono intessuti
di questo incontro tra la Chiesa e il mondo
». Monsignor Massimo Camisasca,
fondatore della Fraternità Missionaria di
San Carlo Borromeo, è intervenuto sui movimenti
come “ fucine di nuove vocazioni
al sacerdozio e alla vita consacrata ”. Nella
prima parte si è soffermato sulle strade
scelte dallo Spirito Santo, sottolineando
che la vocazione nasce dal fascino per una
totalità di vita, « risposta ad un Tu che
chiama » come « scoperta positiva della
propria vita ». Nella seconda parte si è soffermato
sui sacerdoti nei movimenti e delle
forme canoniche nelle quali si esprimono. I
movimenti come “ ambienti di formazione
permanente dei presbiteri ” è invece il tema
affrontato da monsignor Claudiano Strazzari,
rettore del seminario Redemptoris
Mater di Roma. Nel suo intervento ha ricordato come, secondo l’esortazione apostolica
post-sinodale Pastores dabo vobis
di Giovanni Paolo II, sia « di particolare
importanza avvertire e rispettare l’intrinsecolegame che esiste tra la formazione precedente
l’ordinazione e quella successiva ».
Nel pomeriggio, dopo la relazione di
monsignor Clemens, i partecipanti si sono
suddivisi in gruppi di lavoro per aree linguistiche
per riflettere e confrontarsi sul tema
dei movimenti come risposta provvidenziale
alle sfide che la cultura contemporanea pone
alla missione della Chiesa nei diversi contesti
geografici.
Dopo cena si è svolto un colloquio con
alcuni fondatori e responsabili di movimenti
ecclesiali e nuove comunità: Kiko Argüello,
iniziatore del Cammino Neocatecumenale;
Giovanni Paolo Ramonda, presidente della
Comunità Papa Giovanni XXIII; Andrea
Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
I lavori della terza e ultima giornata sono
stati introdotti e accompagnati dall’udienza
concessa dal Santo Padre. Benedetto XVI
rivolgendosi ai 150 partecipanti al seminario
ha tra l’altro affermato che « i movimenti ecclesiali
e le nuove comunità sono una delle
novità più importanti suscitate dallo Spirito
Santo nella Chiesa per l’attuazione del Concilio
Vaticano II”. […] Come non rendersi
conto, al contempo, che una tale novità attende
ancora di essere adeguatamente compresa
alla luce del disegno di Dio e della
missione della Chiesa negli scenari del nostro
tempo? ».
Le parole illuminanti pronunciate dal
Papa hanno ulteriormente arricchito di senso
l’espressione “Vi chiedo di andare incontro
ai movimenti con molto amore ”
scelta a tema dell’incontro e hanno fatto da
sfondo alla tavola rotonda sulle “ reciproche
attese ”, moderata dal cardinale Ryłko, che
ha concluso il Seminario di studio. Il primo
a prendere la parola è stato il cardinale vicario
di Roma, Camillo Ruini, nell’interrogarsi
sulle reciproche attese, ha sottolineato
da una parte ciò che i pastori attendono
dai movimenti: l’impegno sulle frontiere
dell’evangelizzazione, retta fede e concreta
comunione ecclesiale, l’essere attenti e duttili
rispetto ai segni dei tempi. Dall’altra ciò
che i vescovi devono evitare: l’esclusivismo
della Chiesa locale e gli eccessi di programmazione
pastorale. Da parte dei vescovi, il
cardinale Ruini ha sottolineato inoltre la necessità
di coinvolgere i movimenti, nel rispetto
della loro specificità e libertà. A seguire
monsignor André-Mutien Léonard,
arcivescovo di Namur in Belgio, nel delineare
i rapporti fra vescovi e movimenti, ha
ricordato come la sensibilità personale del
vescovo non possa essere la misura definitiva
del discernimento, e come i nuovi carismi - così come in precedenza quelli antichi
- servano la chiesa locale già con la loro
stessa esistenza. Don Julián Carrón, presidente
della Fraternità di Comunione e Liberazione,
ha evidenziato come pastori e
movimenti si trovino di fronte alla stessa
sfida, quella della scristianizzazione, o detto
in altri termini, dell’aver relegato la fede ai
margini dell’esistenza, fino a considerarla
“ inutile ” per la vita stessa dell’uomo. E
dunque la sfida per tutti è quella di dare non
risposte “ corrette ”, ma risposte “ efficaci ”.
Una di queste risposte è il continuo fiorire
di nuove realtà ecclesiali, in particolare in
America Latina, come è emerso dalla testimonianza
di Moysés Louro de Azevedo
Filho, fondatore della Comunità Cattolica
Shalom, nata in Brasile.
“Amore ” dunque, “molto amore ” è la
parola chiave del convegno, « potrei quasi dire
di non avere altro da aggiungere », aveva
affermato Benedetto XVI sempre nel corso
dell’udienza. Ed è quanto viene richiesto ai
pastori. La carità ne è il segno distintivo:
« essa rende autorevole ed efficace l’esercizio
del ministero che ci è stato affidato ». Ha
concluso il cardinale Ry¡Çko: « Dio è passato
in questi giorni in mezzo a noi e il lavoro vero
comincia adesso. Torniamo nelle nostre
diocesi a testimoniare quanto abbiamo vissuto,
forti di quanto abbiamo ricevuto dallo
Spirito Santo, e confermati dalla parola e dall’insegnamento
del Successore di Pietro ».
A Bogotá il II Congresso dei movimenti ecclesiali e
delle nuove comunità
in America Latina
Dal 28 febbraio al 2 marzo 2008 si
è svolto a Bogotá, in Colombia,
per iniziativa del Consiglio episcopale
latinoamericano, il II Congresso
dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità
dell’America Latina e dei Caraibi.
Se il primo incontro, tenutosi ugualmente a
Bogotá nel marzo del 2006, ebbe come
scopo approfondire il contributo di queste
nuove realtà ecclesiali nel cammino di preparazione
della comunità ecclesiale verso
la V Conferenza generale dell’episcopato
latinoamericano, che si sarebbe tenuta ad
Aparecida nel maggio del 2007, questo secondo
incontro ha voluto valorizzare la loro
ricchezza carismatica, comunitaria e
missionaria nella diffusione e nell’applicazione
degli orientamenti indicati nel documento
conclusivo di quell’evento ecclesiale.
Un messaggio del Segretario di Stato, il
cardinale Tarcisio Bertone, ha sottolineato
come indicazione essenziale per questa
nuova tappa quanto disse il Santo Padre all’episcopato
brasiliano nella cattedrale di
San Paolo l’11 maggio 2007, e a tutto l’episcopato
latinoamericano riunito ad Aparecida
in seguito: «È necessario un salto di
qualità nella vita cristiana del popolo ».
Il II Congresso di Bogotá è stato aperto
con la lettura del messaggio di S.E. mons.
Josef Clemens – segretario del Pontificio
consiglio per i laici – e con la relazione
introduttiva del sottosegretario del Dicastero,
prof. Guzmán Carriquiry, che ha partecipato
all’incontro per l’intera durata. Il
tema affrontato dal prof. Carriquiry
è stato “Movimenti ecclesiali
e nuove comunità nell’avvenimento
e nel documento di Aparecida”. La realtà dei movimenti
e delle nuove comunità viene apprezzata
in tutta la sua ampiezza
e diversità da parte di tanti pastori
della Chiesa. Il Santo Padre
Benedetto XVI ne ha parlato in
diverse occasione durante il suo
viaggio apostolico in Brasile,
evidenziandone la ricchezza dei
doni come anche le responsabilità
che devono assumersi. Anche
nel documento di Aparecida è
stato messo in risalto l’impegno
dei movimenti e delle nuove comunità
a riguardo della formazione,
dell’esperienza comunitaria
e della testimonianza affinché
i popoli latinoamericani “ abbiano
in Lui la vita ”, come recitava
il tema della V Conferenza dei
vescovi di Aparecida. L’argomento
è stato approfondito anche
dal presidente del Dicastero, cardinale
Stanisław Ryłko in un
saggio pubblicato nel recente volume
della Pontificia commissione
per l’America Latina Aparecida
2007. Luces para América
Latina, saggio dal titolo “Movimenti
ecclesiali e nuove comunità,
una risorsa potente per la missione
continentale in America
Latina ”.
Ora spetta ai movimenti partecipare
attivamente alla “missione
continentale ” decisa ad Aparecida
e tenuta ben presente a questo II
Congresso a Bogotá, anche in vista
del terzo Congresso missionario
americano che si svolgerà a
Quito (Ecuador) dal 12 al 17 agosto
2008.
Il 25° anniversario del Centro internazionale
giovanile “San Lorenzo”
Benedetto XVI celebra con i giovani l’importante appuntamento
Il Centro internazionale giovanile “ San Lorenzo
” ha compiuto 25 anni: la chiesa di San Lorenzo
in Piscibus, cuore pulsante di quella che - nel 1983 - Papa Wojtyła inaugurava come « fucina
di autentici giovani cristiani » ha vissuto una
intensa settimana dedicata a celebrazioni, preghiera,
incontri, veglie e a una mattina di studi e di testimonianze
per conoscere meglio il Centro stesso, la sua storia, le sue attività. Protagonisti i giovani,
in primo luogo i tanti volontari che nel corso del
tempo hanno dato il loro contributo alla vita del
Centro e la Comunità dell’Emmanuele, fin dall’inizio
impegnata nella gestione di “ San Lorenzo ” e
nel coordinamento delle diverse associazioni e
movimenti che ne hanno animato la pastorale. I ragazzi
che, in un quarto di secolo, hanno bussato a
quella che è ormai conosciuta come la « casa dei
giovani presso il Papa » sono stati infatti, secondo
un calcolo approssimativo, oltre duecentomila. Il
Centro di via Pfeiffer ha cambiato la vita a tanti
giovani, molti dei quali hanno vissuto, all’ombra
della Croce della gioventù, esperienze di conversione
e riconciliazione.
L’anniversario d’argento di “ San Lorenzo ” è
iniziato nel migliore dei modi con la visita del Santo
Padre Benedetto XVI, che ha celebrato nella
piccola chiesa romanica la Messa di domenica 9
marzo.
Il Papa è venuto tra i giovani per invitarli a portare
avanti con gioia la missione che il Centro “ San Lorenzo
” svolge nel cuore della comunità ecclesiale di
Roma: una missione di fede, di amore e di speranza.
«È per me una grande gioia poter commemorare
insieme con voi, in questa bella chiesa romanica, il
25° anniversario del Centro internazionale giovanile
“ San Lorenzo ”, voluto dall’amato Papa
Giovanni Paolo II in prossimità della basilica
di San Pietro e da lui inaugurato il 13
marzo del 1983 – ha detto Benedetto XVI –.
La Messa che qui viene celebrata ogni venerdì
sera costituisce per molti giovani, venuti
da varie parti del mondo per studiare
nelle università romane, un importante appuntamento
spirituale e una significativa
occasione per prendere contatto con cardinali
e vescovi della Curia romana, come
pure con Vescovi dei cinque continenti di
passaggio a Roma per le loro visite ad limina. Sono venuto qui, come avete ricordato,
non poche volte anch’io a celebrare
l’Eucaristia quando ero Prefetto della Congregazione
per la dottrina della fede, ed è
stata sempre una bella esperienza incontrare
ragazzi e ragazze di tante regioni della
terra che in questo Centro trovano un importante
punto di accoglienza e di riferimento».
Le parole del Santo Padre sono state accolte
dai giovani, stretti nella piccola chiesa,
con grande attenzione.
Giovedì 13 marzo, dopo la liturgia penitenziale
celebrata da Benedetto XVI nella
basilica di San Pietro, la Croce delle
Gmg è stata portata in processione dai giovani
a San Lorenzo in Piscibus, riprendendo
il suo posto nel coro della chiesa. La
chiesa, adiacente alle sale del Centro è infatti
la sede della Croce originale che Giovanni
Paolo II consegnò ai giovani alla fine
dell’Anno santo della Redenzione e che,
nel corso degli anni, ha attraversato in pellegrinaggio
i cinque continenti.
In presenza di numerosi giovani ha
quindi celebrato la Messa il presidente del
Pontificio consiglio per i laici, il cardinale
Stanis¡Çaw Ry¡Çko, che nell’omelia ha chiesto
di considerare la fondazione del Centro
nel quadro del « rapporto specialissimo » di
Giovanni Paolo II con i giovani, sottolineando
come si sia trattato di uno dei suoi
« gesti profetici », preludio alle Giornate
mondiali della gioventù.
La serata è proseguita con la veglia animata dai giovani della diocesi di Roma e
con l’adorazione del Santissimo Sacramento
fino a mezzanotte.
Venerdì 14 la giornata è stata animata
dalla Comunità ecumenica di Taizé, presente
il priore frère Alois Löser. La croce,
« cuore della vita cristiana, segno di contraddizione,
strumento di sofferenza e di
morte, è anche segno di speranza! », ha
detto mons. Francis Kohn, responsabile
della Sezione Giovani del Pontificio consiglio
per i laici. Essa è stata il cuore della
veglia, alla quale hanno partecipato centinaia
di giovani, fino e oltre la possibilità di
accoglienza della piccola chiesa. Frère
Alois ha svolto una breve meditazione sul
tema della prossima Gmg: «Avrete forza
dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e
mi sarete testimoni » (At 1,8). « Essere testimoni
di Cristo nel mondo – ha detto tra
l’altro – non può essere solo una attività
esteriore: è necessaria una relazione personale
con lo Spirito Santo, un profondo senso
di interiorità ».
Sabato 15 marzo si è svolto un incontro
di riflessione e testimonianza sul tema: La
storia e la missione del Centro internazionale
“ San Lorenzo”, iniziato con gli interventi
del cardinale Stanisław Ryłko e del
cardinale Paul Josef Cordes, presidente
del Pontificio consiglio Cor Unum, che nel
1983 era Vicepresidente del Pontificio consiglio
per i laici.
Il cardinale Ryłko, complimentandosi
per il servizio che si svolge al Centro “ San
Lorenzo ”, ha detto che per esso, come per
molte realtà della Chiesa, vale « la legge
del granellino di senape. Tutte le grandi
opere della Chiesa iniziano nel piccolo, ma
racchiudono in sé grande promessa e grande
dinamismo. Voi che siete legati al Centro
avete sperimentato questo in prima persona:
la piccolezza delle origini, la semplicità,
che sono il modo di operare di Dio
nella storia ».
Il cardinale Paul Josef Cordes, da parte
sua, ha ricordato i giorni della fondazione
del Centro, di cui fu uno dei protagonisti,
rievocando le difficoltà e gli ostacoli superati,
sottolineando come in ogni attività
Giovanni Paolo II fosse il motore delle iniziative.
Ha quindi parlato delle attività del
Centro in quei primi anni, tra cui l’apostolato
di strada.
Le testimonianze della tavola rotonda
che ha fatto seguito a questi interventi hanno
permesso di conoscere la concretezza
della vita quotidiana del Centro, ripercorrendo
al tempo stesso venticinque anni di
avvenimenti importanti della storia della
Chiesa. Dopo la lettura del testo inviato da
mons. Józef Michalik, Arcivescovo di
Przemysl (Polonia) ed ex Responsabile
della Sezione Giovani del Pontificio consiglio
per i laici, ha parlato Isabelle Campredon,
francese, prima responsabile del
Centro negli anni 1983-1984, gli anni cruciali
in cui l’avventura aveva inizio e in cui
fortemente si è sentito l’impulso della
provvidenza. Blandine Bécheras, anche
lei francese, in servizio tra il 1989 ed il
1991, ha ricordato i tempi in cui erano i
giovani di San Lorenzo a portare la Croce
della Gmg nei diversi paesi del mondo.
Kathleen Lahiffe, irlandese, responsabile
tra il 1999 e il 2001 ha ricordato i giorni
del Giubileo e l’invasione dei giovani a
Roma, momento forte di conversione.
Martine Gilsoul Salmeri, belga, iniziatrice
dei “ venerdì ”, della messa per i giovani
del mondo e delle visite a Roma sulle orme
dei Santi nel 2003 ha ripercorso un periodo
di grande dinamismo del Centro. Pamela
Fabiano, italiana, ha invece ricordato la
vita di “ San Lorenzo ” nell’emozionante
momento della morte di Giovanni Paolo II
e poi alla Gmg di Colonia, nel 2005.
Tutte hanno ricordato, accanto ai grandi
eventi, le grazie nascoste nella vita quotidiana,
gli incontri, i piccoli gesti che per
tanti giovani hanno avuto un grande significato.
S.E. mons. Josef Clemens, segretario
del Pontificio consiglio per i laici, ha poi
celebrato la Messa, nel giorno dedicato a
san Giuseppe.
Nella serata ancora un momento di adorazione
eucaristica e la veglia, animata dalla
Emmanuel School of Mission, scuola di
missione della Comunità dell’Emmanuele,
che ha in “ San Lorenzo ” un punto di riferimento.
Domenica 16 marzo, con la celebrazione
diocesana della XXIII Giornata mondiale
della gioventù e con la partecipazione
dei giovani del Centro “ San Lorenzo ” alla
Messa celebrata da papa Benedetto XVI in
piazza San Pietro per la domenica delle
palme, si è chiuso il ciclo di eventi; ma la
vita del Centro prosegue, con rinnovato
slancio missionario, fonte inesauribile per
chi ha sete di Dio.
In memoria
Chiara Lubich, fondatrice dell’Opus
Mariae, è tornata alla casa del Padre il
14 marzo 2008 circondata dalle sue
più vicine compagne di focolare e accompagnata
dai cori di quanti, sotto la sua finestra,
le esprimevano gratitudine e affetto. “ Sento
Maria vicino ”, sono tra le ultime parole pronunciatesu questa terra da Chiara.
Nel messaggio inviato dal Santo Padre
Benedetto XVI in occasione dei funerali, egli
la definisce « donna di intrepida fede, mite
messaggera di speranza e di pace, fondatrice
di una vasta famiglia spirituale che abbraccia
molteplici campi di evangelizzazione… rendendo
alla Chiesa un servizio silenzioso ed
incisivo, in sintonia sempre con il magistero
della Chiesa ». Scrisse un giorno Chiara nel
suo diario: « Se Dio mi chiamasse a Sé nella
sua misericordia, desidererei che sulla mia
tomba vi fosse un simbolo: la cupola di San
Pietro. Per me dice tutto: parla di ciò che più
amo e più voglio amare: la Chiesa, creatura
di Gesù, quella per la cui fondazione è morto;
la sua Sposa che fu e sarà anche oltre il
tempo » (Diario, 1964-1965). Riposa ora nella
cappella del Movimento dei Focolari di
fronte a un bellissimo mosaico di Maria Madre
della Chiesa che evoca il Concilio Vaticano
II, ove figura la cupola di S. Pietro.
Una vita caratterizzata da una profonda e
viva unità con il Successore di Pietro e con
chi lo rappresenta. Al suo funerale, celebrato
dal Segretario di Stato, card. Tarcisio
Bertone nella significativa e gremita basilica
di San Paolo fuori le Mura, sono presenti
tutti i superiori del Pontificio consiglio per i
laici per darle l’ultimo saluto, coronamento
di tanti anni di ricca e fruttuosa collaborazione.
Per ventuno anni, infatti, dal 1987,
Chiara Lubich è stata Consultore del Dicastero.
Accanto a una quarantina di vescovi e
cardinali e a un centinaio di sacerdoti concelebranti, erano presenti al funerale anche
rappresentanti delle principali religioni, di
varie chiese cristiane e personalità politiche
di diverse correnti, oltre a trentamila persone.
Una varietà che parlava dell’irradiazione
dell’Ideale della Lubich, l’unità.
A trenta giorni dalla sua “ partenza ” per
il Cielo, innumerevoli sono state le commemorazioni
civili e religiose in tutto il
mondo. A Roma erano oltre tremila i presenti
nella basilica di Santa Maria Maggiore
per la solenne celebrazione presieduta
dal cardinale Stanisław Ryłko. « Con grata
memoria – ha detto il cardinale – ripercorriamo
ancora una volta questa vita ricolma
dei doni naturali e soprannaturali che il
Creatore ha voluto elargirle con tanta dovizia.
[…] In certo senso, non è azzardato dire
che è stata lei, Chiara, a fare da apripista
nei lontani anni Quaranta per quella “ nuova stagione aggregativa ” (Giovanni Paolo
II) e per quella nuova “ primavera dello
Spirito ” che stiamo vivendo nella Chiesa e
che è caratterizzata dalla fioritura di movimenti
ecclesiali e nuove comunità ».
Il cardinale, poi, non ha esitato a dire che
come espressione del “ genio femminile ”
manifestatosi con forza e bellezza possenti,
«Chiara va annoverata a pieno titolo nell’albo
delle grandi donne cristiane del XX secolo
che hanno lasciato tracce profonde nella
vita della Chiesa e del mondo. Figure come
Edith Stein e Madre Teresa di Calcutta…».
« Straordinaria la fecondità del Movimento
dei Focolari e i frutti da esso generati
nella vita di innumerevoli persone -
non solo tra i cattolici, ma fra tutti i cristiani,
i non cristiani e perfino i non credenti ».
Incise sulla tomba di Chiara tre parole:
“Tutti siano uno ”. Riassumono eloquentemente
la passione per il Vangelo di tutta
una vita, la risposta alla chiamata di Dio.
Riconoscimenti giuridici e approvazioni statutarie
Venerdì 13 giugno 2008, nella sede del
Pontificio consiglio per i laici, è stato
consegnato all’equipe internazionale
del Cammino Neocatecumenale il decreto con
cui è stata concessa l’approvazione definitiva
degli statuti. Il decreto di approvazione, che
porta la data dell’11 maggio 2008, solennità di
Pentecoste, costituisce senz’altro un’importante
tappa nella vita di questa realtà ecclesiale, sorta
in Spagna nel 1964. Questo atto ha richiesto varie
consultazioni a diversi livelli. Durante il periodo
di approvazione ad experimentum degli
statuti, il Pontificio consiglio per i laici ha avuto
modo di constatare i numerosi frutti che il
Cammino Neocatecumenale, sin dalla sua nascita,
apporta alla Chiesa in vista della nuova
evangelizzazione, mediante una prassi catechetico-liturgica accolta e valorizzata – nei suoi ormai
quarant’anni di vita – in molte Chiese particolari.
Pertanto, in seguito a un’attenta revisione
del testo statutario e all’inserimento di alcune
modifiche che si sono ritenute necessarie,
il Pontificio consiglio per i laici è giunto a concedere
l’approvazione definitiva dello statuto.
Nell’udienza accordata ai membri del Cammino
Neocatecumenale il 12 gennaio 2006, il
Santo Padre Benedetto XVI ebbe a dire: «La vostra
azione apostolica intende collocarsi nel cuore
della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive
e in comunione con le Chiese particolari
in cui andrete ad operare, valorizzando appieno
la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato
attraverso gli iniziatori del Cammino ». Più
recentemente, il 17 maggio scorso, durante l’udienza
in occasione di un seminario di studio per
vescovi, organizzato dal Pontificio consiglio per
i laici, il Papa affermava che « i movimenti ecclesiali
e le nuove comunità sono una delle novità
più importanti suscitate dallo Spirito Santo
nella Chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano
II ». Riferendosi poi alle parole che rivolse
ad un gruppo di vescovi tedeschi in visita ad limina,
esortandoli: «Vi chiedo di andare incontro
ai movimenti con molto amore » (18 novembre
2006), Benedetto XVI volle aggiungere, tra le
altre considerazioni: « a noi Pastori è chiesto di
accompagnare da vicino, con paterna sollecitudine,
in modo cordiale e sapiente, i movimenti e le
nuove comunità, perché possano generosamente
mettere a servizio dell’utilità comune, in modo
ordinato e fecondo, i tanti doni di cui sono portatori
e che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare
». In questa prospettiva, è da auspicare
che gli statuti del Cammino Neocatecumenale,
approvati adesso in forma definitiva, possano essere
un valido strumento al servizio di questa
realtà ecclesiale, affinché essa continui a contribuireal bene di tutta la Chiesa.
Venerdì 27 giugno, sempre negli uffici del Dicastero,
è stato consegnato il decreto di approvazione
dei nuovi statuti dell’International Catholic
Conference of Scouting (ICCS), decreto che
porta la data del 23 aprile 2008. La modifica degli
Statuti dell’ICCS è avvenuta in seguito alla richiesta
che il Dicastero ha avanzato a tutte le Organizzazioni
internazionali cattoliche, in accordo
con la Segreteria di Stato, di riformulare il loro
status canonico secondo la normativa dettata dal
Codice del 1983 per le associazioni di fedeli laici.
In tempi di “ emergenza educativa ”, l’approvazione
della nuova forma statutaria dell’International
Catholic Conference of Scouting, e quindi del
metodo educativo dello scoutismo illuminato dalla
fede cattolica, è motivo di speranza per la formazione
delle nuove generazioni di giovani.
Attualmente, il Dicastero sta procedendo all’esame
delle domande di riconoscimento canonico
presentate dalle seguenti aggregazioni: Fondacio,
Comunità Cattolica d’Integrazione, Milicia
de Santa María, Famiglia Speranza, Rinnovamento
Carismatico Servi di Cristo Vivo, Movimento
Apostolico di Schönstatt, Hogares Nuevos-
Obra de Cristo, Comunità Cenacolo, Comunità
Cançao Nova, Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione,
Pan-American Health Care Network, Fédération
Internationale des Centres de Préparation
au Mariage, Movimiento de la Palabra de
Dios, Communauté du Chemin Neuf, Comunità
Gesù Risorto, Unione Cattolica Internazionale di
Servizio Sociale “Madeleine Delbrêl ”, Misioneros
de la Esperanza, Comunità Nuovi Orizzonti,
Legio Mariae.
Visite ad limina
Durante il primo semestre del 2008 abbiamo ricevuto
i vescovi di rito latino delle regioni arabe, i vescovi di rito greco-cattolico
dell’Ucraina, le conferenze episcopali di Costa Rica, Cuba, Ungheria,
Bangladesh, Pakistan, Honduras. Abbiamo ascoltato molte testimonianze sulla
sofferenza dei fedeli che vivono la fede in condizioni difficili.
La Conferenza dei vescovi di rito latino delle regioni arabe (CELRA) comprende
Israele e Palestina, Siria, Cipro, Libano, Giordania, Iraq, Arabia Saudita,
Bahrein, Oman, Emirati Arabi, Egitto, Gibuti, Somalia. Nella penisola arabica,
la condizione peggiore è quella dell’Arabia Saudita, dove non esiste neanche una
parvenza di libertà religiosa e dove è espressamente vietata non solo
l’attività, ma persino il semplice ingresso dei sacerdoti; eppure in quel Paese
i cattolici sono ormai quasi 3 milioni, provenienti soprattutto da Filippine,
India, Egitto. Nonostante le innumerevoli proibizioni, piccoli gruppi di fedeli
riescono a riunirsi in privato per pregare insieme.
Formano così una chiesa composta interamente da laici, che vive con coraggio una
situazione di grave persecuzione: infatti nonostante l’osservanza delle leggi,
questi nostri fratelli sanno di correre gravi rischi a causa degli abusi della
famigerata polizia religiosa. Anche negli altri Paesi islamici i cristiani sono
oppressi, sottoposti di diritto o di fatto alla sharia; l’unico Paese musulmano
che permette alla Chiesa una vita quasi normale è la Giordania.
Anche Israele e i territori palestinesi fanno parte della CELRA; i cattolici
della Terra
Santa vivono da decenni in una situazione di guerra, e pur sostanzialmente
estranei al conflitto, ne subiscono le conseguenze peggiori, schiacciati tra
israeliani e palestinesi musulmani.
La maggior parte di loro ripone l’unica speranza di vita migliore
nell’emigrazione, e così
la popolazione cattolica, un tempo numericamente consistente e culturalmente
assai rilevante, rischia di scomparire. In Israele, dove è garantita una certa
libertà religiosa, sono possibili e praticate la missione e il dialogo.
La testimonianza più dolorosa è stata quella dell’arcivescovo di Baghdad dei
Latini.
Benché la violenza in Iraq stia gradualmente diminuendo, per i cristiani non si
verifica alcun miglioramento, anzi crescono le vessazioni degli islamici
radicali che perpetrano omicidi, rapimenti, attentati e ogni genere di
prevaricazione, per indurre i cristiani a lasciare il Paese. Oltretutto la
legislazione si sta orientando verso l’adozione delle inique norme della sharia.
Anche i vescovi cubani sono testimoni di una situazione difficile. Il regime
comunista
smantellò le strutture della Chiesa nel 1961, e solo lentamente, a partire dagli
anni ’80, è
stato possibile iniziare una riorganizzazione sistematica. Il numero dei
sacerdoti è limitato per legge, e i fedeli laici si occupano dell’animazione
delle comunità nei piccoli centri. Dopo tanti anni di propaganda ateistica,
molti cubani ritornano alla Chiesa, portando però con sé un bagaglio pesante di
ferite esistenziali e una mentalità profondamente scristianizzata, che rende
l’opera di rievangelizzazione lenta e difficoltosa. Permangono inoltre molte
limitazioni alla libertà della Chiesa, che può operare solo nelle poche
strutture assegnatele dal regime. Un’autentica svolta per Cuba è stata la visita
di Giovanni Paolo II nel 1998, che ha ridato slancio e speranza e ha molto
migliorato i rapporti con le autorità civili.
Infine, una menzione speciale meritano i vescovi del Bangladesh. La minuscola
comunità cattolica, costituita per la maggior parte da popolazioni tribali
discriminate dalla maggioranza bengalese, è afflitta da un gran numero di
problemi: sono i poveri in un Paese tra i più poveri del mondo, e vivono in una
società dominata dai musulmani. Tuttavia, alla domanda da noi posta, su quale
fosse per loro il problema più difficile, i vescovi ci hanno risposto: «È vero,
abbiamo tanti problemi. Ma il nostro popolo è felice. Partecipa con gioia alle
attività della Chiesa, soprattutto mostra una grande carità nell’assistenza ai
più bisognosi, a qualsiasi religione appartengano. Sanno che Gesù ritornerà ».
Contatti con associazioni e movimenti
Le associazioni ricevute in visita presso gli uffici
del Dicastero dal presidente S. Em. il cardinale
Stanisław Ryłko, nel corso del primo semestre del
2008, sono state: l’Istituto Cattolico per l’Evangelizzazione
(ICPE Mission), l’Unione Internazionale
Guide e Scout d’Europa (UIGSE), il Coordinamento
Internazionale della Gioventù OperaiaCristiana (CIJOC), Incontri Matrimoniali
Mondiali, la Comunità dell’Emmanuele, la Comunità
di Sant’Egidio, la Comunità Nuovi Orizzonti,
la Comunità Shalom di Riva del Garda (Italia), la
Catholic Fraternity of Charismatic Covenant
Communities and Fellowships, il Movimento Internazionale
d’Apostolato dei Ceti Sociali Indipendenti
(MIAMSI), la Comunità Cattolica d’Integrazione
(KIG), Servizi al Rinnovamento Carismatico
Cattolico Internazionale (ICCRS), l’Associazione
“Comunità Papa Giovanni XXIII”, il
Forum Internazionale di Azione Cattolica
(FIAC), gli Araldi del Vangelo, la Comunità Missionaria
di Villaregia, la Comunità di Vita Cristiana
(CVX), l’Opera di Nàzaret, la Prison Fellowship
International, l’Unione Cattolica Internazionale
della Stampa (UCIP), l’Istituzione Teresiana,
la Confederazione Internazionale delle
Associazioni Familiari Cattoliche della Francia, il
Servizio Missionario Giovani (Sermig), il Movimento
di Vita Cristiana, la Comunità “Chemin
Neuf ”.
Nel corso del primo semestre del 2008, il presidente
del Pontificio consiglio per i laici, ha partecipato
anche a diversi eventi organizzati da
associazioni o movimenti:
• il 6 gennaio ha celebrato l’Eucaristia all’annuale
ritiro generale della Comunità Magnificat che si è
tenuto a Montesilvano (Pe);
• dal 25 al 29 marzo ha partecipato alla convivenza
di numerosi vescovi europei promossa
dal Cammino neocatecumenale alla “Domus
Galilaeae ”, presso Korazim, in Israele;
• il 3 aprile ha celebrato l’Eucaristia all’apertura
del II Colloquio internazionale promosso
dall’International Catholic Charismatic Renewal
Services (ICCRS), a Roma, sul tema: “ I carismi
e il Rinnovamento carismatico nella Chiesa
cattolica ”;
• il 15 aprile ha presieduto la celebrazione dei
Vespri in occasione del 40° anniversario della
Comunità di Sant’Egidio, nella Basilica di Santa
Maria in Trastevere a Roma;
• il 16 aprile ha partecipato a un incontro di alcuni
vescovi promosso dalla Comunità dell’Emmanuele
a Roma, tenendo una relazione su “ Il ruolo dei
vescovi nell’accoglienza e nel sostegno delle nuove
comunità ”;
• il 18 aprile, nel trigesimo della scomparsa di
Chiara Lubich, ha celebrato l’Eucaristia a Santa
Maria Maggiore a Roma, alla presenza di numerosi
membri del Movimento dei Focolari;
• per il ciclo di conferenze “L’amore che fa rifiorire
il deserto. Evangelizzazione, famiglia e
movimenti ecclesiali ”, promosse a Roma dal
Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi
su matrimonio e famiglia, ha presieduto la sessione
del 24 aprile, introducendo la testimonianza
di Kiko Argüello su “ La comunità familiare
al servizio dell’evangelizzazione ”;
• il 26 aprile ha presieduto a Rimini la celebrazione
eucaristica d’apertura degli esercizi spirituali
della Fraternità di Comunione e Liberazione;
• il 27 aprile ha presieduto la messa di apertura
della V Assemblea ordinaria del Forum Internazionale
di Azione Cattolica (FIAC), tenutosi
a Roma sul tema “ Per la vita del mondo. Laici
di Azione Cattolica a venti anni dalla Christifideles
laici ”;
• il 15 giugno ha presieduto la messa di chiusura
della Convivenza internazionale dei catechisti
itineranti del Cammino neocatecumenale che
si è tenuta a Porto San Giorgio (Ascoli Piceno).
Il segretario del Pontificio consiglio per i laici,
S.E. mons. Josef Clemens, ha ricevuto rappresentanti
dell’Opera Kolping Internazionale, dell’Apostolate
for Family Consecration, dei Foyers de
Charité, del Movimento mondiale dei lavoratori
cristiani e dell’Azione cattolica d’Austria, dell’associazione
Pellegrinaggio per l’Europa, della Comunità
di Taizé, del Movimento apostolico “Regnum
Christi ”, dell’Apostolato militare internazionale,
del Centro sportivo italiano, del Movimento
apostolico, degli Scout e guide di Francia,
della Internationale akademie für musik und
evangelisation (IME).
S.E. mons. Clemens ha partecipato anche ai seguenti
eventi:
• per il ciclo di conferenze “L’amore che fa rifiorire
il deserto. Evangelizzazione, famiglia e movimenti
ecclesiali ”, promosse a Roma dal Pontificio
Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio
e famiglia, ha presieduto la sessione del 10
gennaio introducendo la relazione dei coniugi Alberto
e Anna Friso, rispettivamente presidente e
vice-presidente dell’Associazione Azione per Famiglie
Nuove del Movimento dei Focolari, sul tema:
“La famiglia, a servizio dell’unità ”;
• il 25 gennaio ha tenuto una relazione su “L’idea
di Europa in Joseph Ratzinger ” a Düsseldorf
(Germania), nel corso del Convegno annuale
dell’associazione ASG Bildungsforum;
• il 28 febbraio ha rappresentato il Dicastero al
Convegno dei vescovi amici del Movimento dei
Focolari, al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo;
• il 29 febbraio ha tenuto la relazione introduttiva
al seminario di studio Lo Sport: frontiera
della nuova evangelizzazione, promosso dal Dicastero
in collaborazione col Centro sportivo
italiano, presso il Collegio “Maria Mater Ecclesiae
” a Roma;
• il 6 aprile ha presieduto la celebrazione eucaristica
a conclusione del II Colloquio Internazionale
promosso dall’International Catholic
Charismatic Renewal Services (ICCRS), a Roma,
sul tema: “ I carismi e il Rinnovamento carismatico
nella Chiesa cattolica ”.
Il sottosegretario, prof. Guzmán Carriquiry, ha
ricevuto delegazioni dei Legionari di Cristo,
del Forum Internazionale di Azione Cattolica,
alcuni seminaristi, accompagnati dal loro rettore,
dei Padri di Schönstatt.
Il prof. Carriquiry, ha partecipato anche ai seguenti
incontri:
• dal 30 gennaio al 1° febbraio 2008 ha parlatoal “ IV Colloquio di Roma ”, organizzato dalla
Comunità dell’Emmanuele in collaborazione
con il Pontificio Istituto “ Redemptor Hominis ”
sul tema “ Parrocchie e nuova evangelizzazione.
L’apporto dei movimenti ecclesiali e delle
nuove comunità ”, tenendo una relazione sul tema
“ Parrocchie e movimenti ”;
• dal 2 al 5 aprile, ha partecipato al II Colloquio
internazionale promosso dall’International Catholic
Charismatic Renewal Services (ICCRS),
a Roma, sul tema: “ I carismi e il Rinnovamento
carismatico nella Chiesa cattolica ”, presiedendo
una delle giornate dei lavori;
• il 30 aprile ha partecipato alla giornata di studio
sulla Christifideles laici a venti anni dalla
sua pubblicazione, organizzata nell’ambito dell’Assemblea
generale del Forum Internazionale
di Azione Cattolica (FIAC);
• Dal 28 maggio al 1° giugno 2008 è stato presente
al 19° Seminario internazionale sul sistema
di cellule parrocchiali di evangelizzazione
organizzato a Milano presso la parrocchia di
Sant’Eustorgio.
Mons. Francis Kohn, responsabile della Sezione
Giovani, ha ricevuto rappresentanti della
Gioventù Studentesca Cattolica Internazionale
(JECI), degli Scout e Guide di Francia e alcune
delegazioni di scuole di evangelizzazione giovanili
di vari Paesi europei.
Dal 22 al 24 giugno, la dott.ssa Rocío Figueroa
ha rappresentato il Pontificio consiglio per i laici
ai lavori del Consiglio del Coordinamento
Internazionale della Gioventù Operaia Cristiana
(CIJOC) che si è riunito a Parigi dal 19 giugno
al 4 luglio.
Incontro con il Consiglio plenario della Comunità
delle Beatitudini
Il 5 giugno 2008 il Pontificio consiglio per i laici
ha convocato nei suoi uffici il Moderatore generale e il Consiglio plenario
della Comunità delle Beatitudini, per un incontro di verifica sulle direttive
date dal Dicastero alla Comunità in data 15 novembre 2007. L’incontro è stato
utile per affrontare anche altri aspetti della vita comunitaria di questa realtà
in vista dell’Assemblea generale che la stessa vivrà a Lourdes nel mese di
novembre prossimo. Alla riunione di verifica e orientamento, presenziata dal
presidente
card. Ryłko, dal segretario mons. Clemens, dal sottosegretario prof. Carriquiry
e dal capo ufficio del Dicastero mons. Delgado Galindo, era presente anche S.E.
mons. Carré, arcivescovo di Albi.
Molte questioni sono state considerate relativamente al carisma della Comunità,
alla distinzione nella comunione dei vari stati di vita degli aderenti, alle
modalità della vita comunitaria e alla partecipazione delle famiglie ad essa,
alla formazione spirituale e dottrinale dei suoi membri, all’esercizio
dell’autorità, alle forme giuridiche più adeguate da assumere data la composita
realtà comunitaria. L’incontro è stato caratterizzato da un clima cordiale e di
ascolto reciproco.
Altri appuntamenti
Nel corso del primo semestre del 2008 sono
stati ricevuti dal cardinale Ryłko: mons. Philip
Edward Wilson, Arcivescovo di Adelaide
(Australia) e Presidente della Conferenza
episcopale australiana; mons. Oscar Sarlinga,
Vescovo di Zárate-Campana (Argentina);
mons. Séamus Freeman, S.A.C., Vescovo di
Ossory (Irlanda); mons. Wiktor Skworc, Vescovo
di Tarnów (Polonia); mons. Ramon C.
Argüelles, Arcivescovo di Lipa (Filippine);
mons. Mario Alberto Molina Palma, O.A.R.,
Vescovo di Quiché (Guatemala); mons.
Mounged El-Hachem, Nunzio apostolico in
Bahrein; mons. Dominique Lebrun, Vescovo
di Saint-Etienne (Francia); mons. Gabriel V.
Reyes, Vescovo di Antipolo (Filippine);
mons. Raymundo Damasceno Assis, e mons.
Víctor Sánchez Espinoza, rispettivamente
presidente e segretario del Consiglio episcopale
latinoamericano (CELAM); mons. Francis
Daw Tang, responsabile della Commissione
per i laici della Conferenza dei vescovi
del Myanmar; mons. Paolo Pezzi, Arcivescovo
metropolita dell’arcidiocesi della Madre
di Dio a Mosca; il card. Varkey Vithayathil,
C.SS.R., Arcivescovo di Ernakulam-Angamaly
dei Siro-malabarensi (India).
Inoltre, il 24 gennaio il cardinale Ryłko ha
tenuto una relazione dal titolo: “ La pastorale
giovanile nel magistero di Benedetto
XVI” al X Convegno organizzato dal Servizio
nazionale per la pastorale giovanile
della Conferenza episcopale italiana a Salsomaggiore
(Pr); mentre dal 13 al 15 febbraio
ha partecipato alla Conferenza dei
vescovi cattolici dell’India che si è tenuta a
Jamshedpur City sul tema “ Empowerment
of women in the Church and society ”, tenendo
il discorso introduttivo ai lavori.
Il segretario mons. Clemens ha ricevuto:
mons. Oscar Sarlinga, Vescovo di Zárate-Campana (Argentina); mons. Robert Zollitsch
e P. Hans Langendörfer, SI, rispettivamente
presidente e segretario della Conferenza
episcopale tedesca; mons. Héctor Miguel
Cabrejos Vidarte, O.F.M, Arcivescovo di
Trujillo e presidente della Conferenza episcopale
peruviana; mons. Bernardo Hombach
vescovo di Granada (Nicaragua); mons.
Franz Lackner, incaricato per lo sport della
Conferenza episcopale austriaca accompagnato
dal signor Reinhold Lopatka, segretario
di stato per lo sport della Cancelleria federale
della Repubblica d’Austria; mons.
Luigi Negri, vescovo di S. Marino-Montefeltro,
presidente della “ Fondazione Internazionale
Giovanni Paolo II per il Magistero sociale
della Chiesa ” accompagnato dal dott.
Marco Ferrini; Sua Beatitudine mons. Fouad
Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.
Il segretario del Dicastero ha anche partecipato,
nella sede dell’Ateneo “Augustinianum”, alla conferenza stampa promossa
il 7 aprile dall’Ambasciata d’Australia
presso la Santa Sede e dall’Ambasciata
d’Australia presso l’Italia sul tema: “ Benvenuti
a Sydney per la GMG 2008 ”; il 26
e 27 aprile, in occasione della Festa della
Madonna di San Luca, ha partecipato alla
veglia di preghiera con i giovani e ha presieduto
la Santa Messa pontificale nella
cattedrale di Bologna.
Il sottosegretario prof. Carriquiry ha ricevuto
numerosi vescovi, la maggior parte
dei quali di diocesi latinoamericane.
Ha inoltre partecipato, il 12 aprile, a un incontro
promosso a Torino presso la basilica
di Maria Ausiliatrice per ricordare la prima
visita del servo di Dio Giovanni Paolo II
nel capoluogo piemontese, e ha tenuto una
conferenza sul suo pontificato.
Il 2 maggio, ha tenuto una relazione sul
giusnaturalismo e sul contributo latinoamericano
alla Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo, nel corso di una giornata di
studio all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
di Roma promossa dalle Ambasciate
presso la Santa Sede di Stati Uniti,
Costa Rica e Cile.
Mons. Kohn ha ricevuto mons. Jean-Yves
Riocreux, Vescovo di Pontoise (Francia);
mons. Benoît Rivière, Vescovo di Autun
(Francia); il card. Antonio María Rouco
Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).
Sono stati ricevuti al Pontificio consiglio
per i laici anche ambasciatori presso la
Santa Sede di vari Stati.
In particolare S.Em. il card. Ry¡Çko ha ricevuto:
la signora Anne Marie Plunkett, Ambasciatrice
d’Australia; il signor Carlos
Luis Custer, Ambasciatore d’Argentina in
congedo; il signor Luis Felipe Bravo Mena,
Ambasciatore del Messico.
Il segretario S.E. mons. Clemens ha ricevuto
la signora Anne Therese Giles, incaricato
d’affari dell’Ambasciata d’Australia
presso la Santa Sede.
PUBBLICAZIONI
13. Lo sport: una sfida educativa e pastorale,
Seminario di studio, 7-8 settembre 2007
(e 15,00). Disponibile solo in italiano e inglese.
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